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Sunday, January 25, 2026

Acca Larenzia, aggrediti 4 attivisti di Gioventù Nazionale. La portavoce di Rampelli: “I miei figli vivi per miracolo”


«Denunciamo una gravissima aggressione a quattro militanti di Gioventù Nazionale Roma, avvenuta questa notte a opera di un commando di più di 20 professionisti dell’odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni» denuncia, in una nota, Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma.

«I nostri ragazzi sono stati aggrediti con tanta violenza proprio mentre affiggevano manifesti in ricordo della strage di Acca Larentia del 7 gennaio 1978. In quel giorno 2 militanti del Fronte della Gioventù, completamente sconosciuti a episodi violenti, furono uccisi a sangue freddo dal terrorismo rosso, seguiti da un altro per mano del capitano dei carabinieri Sivori, durante il raduno del FdG sul luogo dell’avvenimento – aggiunge -. Il manifesto che abbiamo diffuso nella città per l’occasione parla di libertà, ricordo, con l’obiettivo di poter ricordare come figli d’Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre non si combatteva una guerra ma l’odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee».

«Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa per un pericolo fascismo in Gioventù Nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento non si è mai contraddistinto per azioni del genere, mai! Mai in più di 10 anni si è trovato un mostro militante colpevole di un attacco pianificato e violento per ragioni politiche. Al contrario, questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente registrate ai danni di Gioventù Nazionale», conclude Todde.

La dinamica

Erano circa dieci, incappucciati, armati di spranghe e aste i responsabili dell’aggressione a quattro militanti di Gioventù nazionale alla vigilia dell’anniversario di Acca Larentia, nei pressi di un supermercato all’Alberone, a Roma. Il gruppo potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Le immagini sono ora al vaglio della Digos della Questura di Roma che ha trasmesso una prima informativa in Procura. Uno dei quattro militanti aggrediti è stato portato in ospedale in codice giallo con tumefazioni.

La portavoce di Rampelli: “I miei figli vivi per miracolo”

«I miei figli e gli amici dei miei figli sono vivi per miracolo. Un gruppo di estremisti di sinistra li ha aggrediti ma aggrediti per ammazzarli».

Così sui social Sabrina Fantauzzi, portavoce del vicepresidente della Digital camera Fabio Rampelli e madre di due dei quattro militanti di Gioventù nazionale aggrediti a Roma. Uno dei figli «ha preso una legnata, una cascata…non so cosa, in viso.. Un miracolo che sia vivo. Erano partiti in affissione per Acca». «Gli aggressori sono ragazzi dello loro età.

Erano in 10/12 contro quattro. I miei figli, insieme ai loro amici, hanno cercato di difendersi, non avevano neppure iniziato l’affissione stavano ancora in macchina ma erano troppo pochi rispetto agli aggressori armati di mazze bastoni e caschi. E coltelli. Coltelli…. La macchina… distrutta».

«So che ci sono video dell’aggressione, se fosse possibile farmeli avere. Ringrazio Dio che sono salvi, integri, non menomati», sottolinea. «Ma chi può intervenire, si deve rendere conto che l’aria è troppo incandescente. Qualcosa è cambiato e – osserva – i danni rischiano di essere irreversibili. Manteniamo la calma. Disinneschiamo la miccia. Stacchiamo la spina. Come disse Mc Luhan a Gino Fantauzzi, sì mio padre, ai tempi del rapimento di Aldo Moro il terrorismo si alimenta della polemica politica e per interrompere questo circuito è indispensabile staccare la spina». «Ma assicurare i responsabili alla giustizia. Questo è fondamentale. Non voglio – conclude – risposte di odio. Aiutiamoci tutti a riportare l’equilibrio, la serenità, il confronto democratico. Tutti».

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