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Saturday, January 17, 2026

Riforma medicina 2025: rivolta degli studenti



Alla vigilia del decollo della strombazzata e nebulosa riforma dell’accesso alla Facoltà di Medicina, non si sfugge all’impressione che si tratti di un «pastrocchio» e non certo di un «passo storico», per usare l’inflazionata espressione, tanto cara agli esponenti di questo governo che vi ricorrono con straordinaria frequenza per conferire «solennità» e contenuti a provvedimenti a cui, in funzione propagandistica, viene affidato il compito di segnare una svolta rispetto al passato

Non per niente il sindacato dei medici dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale, Anaao-Assomed, ha reagito con particolare durezza, complimentandosi ironicamente con il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini «che è riuscita advert anticipare il precariato già dal primo anno di Medicina con il peggioramento della qualità formativa, il ritorno del baronato nella valutazione, confondendo il diritto allo studio con il diritto all’iscrizione».

Tutto questo senza, peraltro, eliminare il numero chiuso che period il principale e dichiarato obiettivo. A dispetto dell’enfasi propagandistica, resta in piedi. Nessuna rivoluzione: il «momento selettivo» è solo posticipato di qualche mese e sarà articolato su ben tre esami/quiz (parte a risposta multipla e parte a risposta con modalità a completamento) con voto finale espresso in trentesimi e la possibilità per gli aspiranti medici di ripetere le show dopo 15 giorni, se non optimistic. Gli esami saranno basati sulle materie di insegnamento del trimestre filtro : chimica – fisica – biologia. Solo chi avrà superato (ottenendo almeno 18/30) tutti e tre gli esami (quiz) verrà inserito/a nella graduatoria di merito nazionale formata sulla base voti ottenuti nei tre esami scritti obbligatori.

Il tortuoso cammino che lo studente/studentessa deve percorrere qualora sia stato/a ammesso/a a Medicina, (Odontoiatria o Veterinaria) si può solo immaginare: l’immatricolazione avverrà in una delle dieci sedi universitarie point out al momento dell’iscrizione in ordine di preferenza, «ovvero in un’altra sede sulla base dei posti disponibili non assegnati»; analoga modalità è prevista in caso di «ripiego» su un diverso corso di laurea.

Insomma, in pochi giorni, gli studenti e le loro famiglie dovranno impegnarsi a riprogettare e mettere in campo piani, trasferimenti, spostamenti, prendendo in esame various sedi universitarie in various Regioni d’Italia, comprese le isole. Restano in sottofondo diversi nodi, tra cui quello della programmazione sanitaria che dovrebbe tener conto della domanda di personale sanitario, non solo medico.

Ma intanto – alla vigilia della partenza del semestre «filtro» – campeggia un interrogativo cruciale: in che modo le Università faranno fronte all’obbligo di accogliere tutti gli studenti anche se in numero superiore alla propria capacità ricettiva, garantendo che si iscriveranno al primo semestre, assicurando loro aule e strutture e «adeguate modalità di erogazione della didattica». Un’affermazione anodina che rimanda advert un ritorno alla didattica da remoto – con tutti i suoi limiti – sperimentata in tempo di pandemia.

Che cosa aspettarsi dunque da questa riforma-pasticcio se non una regressione della qualità della formazione (vanto dell’Italia) e una selezione caotica, basata su modalità farraginose e che non produrrà niente di buono, meno che mai un miglioramento nella Sanità nel prossimo futuro? Insomma, la montagna non ha partorito neppure il topolino dell’abolizione del check d’ammissione, che è addirittura triplicato.

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